Strategia/Movimento Wikimedia/2017/Fonti/Considerando il 2030: Il futuro dell'alfabetizzazione e dell'apprendimento

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Mentre Wikimedia guarda al 2030, come può il movimento aiutare le persone a trovare fonti affidabili di conoscenza?[1]

Come parte del processo strategico Wikimedia 2030, la Wikimedia Fondazione sta lavorando con consulenti di ricerca indipendenti per capire le tendenza chiave che influenzeranno il futuro della conoscenza libera e condividere queste informazioni con il movimento.[2] Questo report è stato preparato dal Dot Connector Studio, una società con sede a Filadelfia che si occupa ricerca e strategia sui media con particolare attenzione su come le piattaforme emergenti possono essere utilizzate per un impatto sociale, e da Lutman & Associates, una società con sede a St. Paul che si occupa di strategia, pianificazione e valutazione e in particolare delle intersezioni fra cultura, media e filantropia.

Quali nuove capacità dovranno padroneggiare i cittadini per usare fluentemente nuove forme di informazione? Come interagiranno educatori e studenti con gli strumenti online di informazione e insegnamento? Daremo uno sguardo alle nuove definizioni di alfabetizzazione, considereremo cosa sarà richiesto per essere alfabetizzati nel 2030, e documenteremo tendenze parallele nell'apprendimento e nell'educazione.

Cosa significherà in futuro essere alfabetizzati?

Le definizioni di alfabetizzazione si stanno già espandendo al di là della parola scritta e continueranno ad evolversi nel corso del tempo. In futuro, le definizioni condivise di alfabetizzazione includeranno probabilmente non solo la capacità di leggere un testo e navigare attraverso informazioni visuali, ma anche quella di acquisire capacità di accedere, produrre e interagire con molteplici fonti di informazione (testo scritto, audio, dati, immagini, oggetti virtuali, ecc.) e analizzarle criticamente usando un'ampia varietà di strumenti e piattaforme digitali. La cittadinanza digitale richiederà anche l'abilità di distinguere e contestualizzare fonti di informazione, distinguere fatti e pettegolezzi, e identificare la propaganda e quelle che vengono comunemente chiamate "fake news", ma che sono in realtà un fenomeno molto più complesso. (Vedi il nostro rapporto su disinformazione, propaganda e fake news.)

Le definizioni di alfabetizzazioni si espanderanno

Anche se il concetto di alfabetizzazione cambia a seconda dello specifico contesto,[3] l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ne offre una definizione operativa: “l'abilità di identificare, comprendere, interpretare, creare, comunicare e computare, usare materiali stampati e scritti associati con vari contesti. L'alfabetizzazione comprende un apprendimento continuo per permettere agli individui di realizzare i loro obiettivi, sviluppare la loro conoscenza e il loro potenziale, e partecipare pienamente nelle loro comunità e nella loro società più ampia.”[4]

L'alfabetizzazione è essenziale sia per utilizzare i progetti Wikimedia che per contribuirvi con il contenuto. Tradizionalmente l'“alfabetizzazione” è stata definita come la capacità di leggere, scrivere e usare i numeri. Se usiamo questa definizione, i tassi di alfabetizzazioni sono cresciuti rapidamente in tutto il mondo, passando da una media globale del 55.7% nel 1950 a una dell'86.2% nel 2015.[3] Comunque, le percentuali non dipingono un quadro completo. A causa del rapido aumento della popolazione, il numero degli adulti che non erano alfabetizzati in tutto il mondo era nel 2015 di 745 milioni, mentre nel 1950 erano di meno, 700 milioni.[3] Complessivamente, 103 milioni di giovani non hanno l'alfabetizzazione di base.[5]

I progressi nei tassi di alfabetizzazione sono variati fra le varie regioni negli ultimi 50 anni con l'Asia orientale e sudorientale, l'America Latina e i Caraibi che hanno raggiunto alti tassi di alfabetizzazione sia fra i giovani che fra gli adulti. I tassi di alfabetizzazione stanno crescendo rapidamente a livello globale anche fra le donne più giovani, e in particolare in alcune aree specifiche come l'Asia occidentale e settentrionale; sette su dieci regioni globali hanno raggiunto la parità di genere in termini di alfabetizzazione giovanile.[6] A causa di specifici problemi, l'Africa subsahariana e l'Oceania se le tendenze rimangono quelle attuali non raggiungeranno l'alfabetizzazione giovanile universale entro il 2030.[3]

Nonostante molti miglioramenti negli ultimi decenni, i gap globali come tradizionalmente definiti rimangono. Allo stesso tempo, le definizioni di quello che significa essere alfabetizzati continuano ad evolvere. La lettura, e l'apprendimento più in generale, sta diventando più sociale e interattivo attraverso nuove piattaforme.[7] Sono necessarie nuove capacità per accedere, comprendere, valutare e creare informazione. Le definizioni di alfabetizzazione si stanno espandendo oltre le capacità comunicative di base, concentrandosi sulla comprensione del contesto sociale e culturale che dovrebbe influenzare l'interpretazione del testo. Essere alfabetizzati oggi richiede “competenze di ordine superiore nel manipolare, interpretare, mostrare e comunicare dati.”[8] L'UNESCO prevede che "mentre i dispositivi digitali diventano sempre più presenti come strumenti di apprendimento, l'alfabetizzazione di base includerà come manipolarli, riflettendo ora una serie di abilità quasi universale.”[3] Questo significa che entro il 2030 nuovi utenti e contributori dei progetti Wikimedia porteranno una varietà di capacità di accesso e interpretazione delle abilità, da quelli più alfabetizzati digitalmente a quelli con minima alfabetizzazione digitale o di altro genere.

Molti educatori e studiosi dell'educazione credono anche che i rapidi cambiamenti del panorama dei media richiedono un nuovo set di competenze più ampie rispetto al concetto tradizionale di alfabetizzazione. Nel 2003, il Center for Media Literacy ha scritto che perché i giovani siano cittadini del XXI secolo pienamente informati “devono essere fluenti nel "leggere" e "scrivere" il linguaggio delle immagini e dei suoni proprio come una volta si insegnava a "leggere" e "scrivere" il linguaggio della comunicazione stampata.”[9] Oggi, il panorama dei media include una serie di testi mediatici sempre più ampia. (Mentre si è estesa la definizione di alfabetizzazione, lo ha fatto anche la definizione di "testo" fino ad includere ogni forma di messaggio passato fra persone.)[9] Questo nuovo universo di messaggi, piattaforme e tecnologie mediatiche richiede non solo la capacità di usare gli strumenti ma aumenta anche la necessità di analizzare criticamente il contenuto, valutare pregiudizi e cose date per scontate create dai suoi formati e dalle sue relazioni con altre forme di contenuto.

Ci sono attualmente molti modi diversi di concettualizzare queste competenze inclusealfabetizzazione dei media, alfabetizzazione digitale, alfabetizzazione dell'informazione e dei media, nuove alfabetizzazioni e altro. Tutti questi concetti sottolineano la necessità di imparare come accedere efficacemente all'informazione nel panorama dei media attuale usando varie capacità per valutare, analizzare, produrre e condividere contenuto. Certi termini e modelli hanno maggiore prominenza in regioni del mondo specifiche e specifiche comunità professionali.

Alfabetizzazione digitale è un termine che viene usato frequentemente e sta guadagnando maggiore importanze. Gli esperti usano il termine per espandere l'alfabetizzazione tradizionale in un mondo sempre più digitale e ambienti digitali mediati dalla tecnologia. MediaSmarts, una nonprofit canadese dedicata all'alfabetizzazione digitale e mediatica, nota che la capacità di alfabetizzazione digitale include l'abilità di usare (diventare tecnicamente fluenti con strumenti e piattaforme digitali), capire (comprendere e valutare i media digitali) e creare (produrre contenuto con strumenti mediatici digitali).[10]

MediaSmarts descrive la sovrapposizione fra alfabetizzazione digitale e mediatica come due parti interconnesse delle alfabetizzazioni di base necessarie per essere un vero cittadino del XXI secolo:[11]

  • Alfabetizzazione digitale “comprende le capacità personali, tecnologiche e intellettuali necessarie per vivere nel mondo digitale.” Questo include sia competenze tecniche pratiche che “gli aspetti sociali, etici, legali e economici più ampi dell'utilizzo del digitale.”
  • Alfabetizzazione mediatica è un “coinvolgimento critico con i mass media, che oggi include le tecnologie digitali.” Ora che gli individui sono sia produttori che consumatori di media, “le competenze per l'alfabetizzazione mediatica ora includono una varietà di capacità di pensiero critico, gestione di comunicazione e informazione che riflettono le domande e la realtà della cultura digitale.”

Le recenti preoccupazione sulla proliferazione della disinformazione[12] dimostrano che anche gli adulti hanno bisogno di alfabetizzazione digitale e dei media; ad esempio, studi hanno mostrato che gli adulti hanno difficoltà a comprendere il native advertising[13] a distinguere notizie e opinioni.[14] Nei prossimi 15 anni, il movimento Wikimedia potrebbe diventare un giocatore ancora più importante contro la disinformazione e potrebbe anche considerare collaborazioni più ampie con biblioteche, istituzioni formative e altre organizzazioni civiche che lavorano per combattere la disinformazione e aiutano i cittadini a navigare nelle notizie e nell'informazione online.

Digital and media literacy will be needed by students and teachers in the future classroom

While digital and media literacy are incorporated inconsistently in formal education systems around the world today, the use of technology for educational research is growing. For example, the Pew Research Center found that teachers in the United States use Wikipedia at much higher rates than general internet users.[15]

However, researchers found mixed results in how teachers rated students’ proficiency in online research—while most found the impact of digital technologies on student research habits “mostly positive,” teachers did not rank student research skills highly overall, indicating that students expect to find information too quickly and easily online. A majority felt that digital technologies made it more difficult for students to find credible information. Students were rated just “good” or “fair” for their ability to assess information found online and to have the patience to keep searching for difficult-to-find information. Most teachers felt that the amount of information online is overwhelming to students and that digital technologies discourage students from seeking out a wide selection of sources.[16] The vast majority of teachers felt a top priority in today’s classrooms should be teaching students how to “judge the quality of online information”,[16] a key digital and media literacy skill.

Wikipedia and other online encyclopedias were cited as the second most likely source for student research (after Google or other search engines). However, in focus groups, teachers noted that they often discouraged the use of Wikipedia due to accuracy concerns.[17] In order for the projects to thrive in the coming years, the Wikimedia movement will need to tackle these perceptions, as it has already begun to do with The Wikimedia Library’s many projects that demystify the processes that go into developing Wikimedia content and help users gain trust in its veracity.

Currently, the Wikimedia movement is responding to educators’ concerns through the Wikimedia Foundation’s Global Education Program, the Wiki Education Foundation and the Wikipedia Library program. In these programs students write Wikipedia articles as classroom assignments, researching topics related to their courses. By building Wikipedia articles with credible, cited information and following Wikipedia’s comprehensive sourcing requirements, they help to increase the quality of information on Wikipedia while combating misinformation and increasing the students’ knowledge and skills as academic researchers. Moreover, partners like the International Federation of Library Associations have coordinated efforts to encourage participation in Wikipedia along with larger professional conversations about combating misinformation.[18] The Wikipedia Library program has provided Wikipedia’s editors with access to scholarly sources behind paywalls, enabling Wikipedia articles to cite thousands of additional reputable sources.

The Wikimedia movement should consider building upon this existing work and expanding educational and institutional partnerships and efforts to more explicitly include digital and media literacy skills. The movement should also consider prioritizing the development of global and diverse content that will expand the richness of open source and collaboratively produced material available for classroom teaching in different global contexts, enhance students’ cross-cultural knowledge and experiences and help to foster the global citizenship of the future. Engaging teachers and students in low-awareness areas might be an important next step to increase both use and credibility given that some critics have suggested that Wikipedia content too closely reflects the relatively narrow demographics (such as Gender Bias) of its editor base.

Individualized and tech-enabled learning will grow

Students and teachers have increasing access to digital tools and content that enable them to pursue individualized or personalized learning. Independent online providers of free self-paced courses, like Khan Academy, have millions of users globally and provide access to dozens of subject areas with a mission aligned with the Wikimedia movement’s (e.g. “You can learn anything”). While 70 percent of Khan Academy users come from the U.S., its courses are available in 36 languages. Globally, Khan’s collection of courses has served up more than six billion individual exercises (such as a math problem) since 2008.[19]

According to Class Central, an online aggregator of university-level courses, 35 million people enrolled in Massive Open Online Courses (MOOCs) in 2015 and 58 million enrolled in 2016.[20] MOOC providers such as Coursera, Udacity and EdX have reported that a majority of users (80 percent) already have a bachelor’s degree and 60 percent live in developed countries.[21] In late 2016 researchers reported findings showing that, in a survey of 780,000 people in 212 countries who had completed MOOCs, 87 percent of MOOC students reported a career benefit of some kind. Further, those without a college degree and those with low socioeconomic status (defined as those from countries not members of the Organization for Economic Cooperation and Development - OECD) were more likely to report “tangible benefits” than respondents from developed countries.[21]

Many education advocates and researchers believe that personalized learning will define the future of education not only for individual learners but also within the structures of traditional schools. See, for example, the Bill and Melinda Gates Foundation’s support for personalized learning as a key strategy for narrowing the persistent achievement gap between low-income students and students of color and their more affluent peers.[22] Other advocates see personalized education as the best way to support in-school learning that is not only tech-infused, but also supports student agency and builds needed capacities for lifelong learning and problem solving. Reports such as the U.S. Department of Education’s Future Ready Learning: Reimagining the Role of Technology in Education[23] show the connection between students’ access and ability to exploit technology and their facility in moving through subject areas at their own pace. “Technology increasingly is being used to personalize learning and give students more choice over what and how they learn and at what pace, preparing them to organize and direct their own learning for the rest of their lives.”[23]

Such developments would appear to provide substantive opportunities for the Wikimedia movement to partner even more actively with educational organizations in order to deliver tailored content for students. Collaboration to expand the availability of Open Education Resources (OER) can help educators and students reduce the costs of acquiring educational materials, and support the OER community’s international programs’ aspiration to help “alleviate the digital divide and make a contribution to the development of less advanced economies.”[24] Further, partnerships already developing with teachers who are building instructional modules as part of Wiki MOOCs provide examples of ways to expand use of Wikimedia content and reach and serve new audiences. According to a report from Docebo, the paid global e-learning marketplace was projected to top $51.5 billion in 2016 with very rapid growth rates in Africa and in Eastern Europe.[25] K-12 education represents about 50 percent of this commercial market.

When tied to our recent research on the global demographic trends that can drive greater Wikimedia use[26], educational applications seem especially important to pursue, particularly where high-growth population and high-growth educational uses of e-learning are aligned. A Brookings Institution report documents the gap in access to education between more- and less-advanced economies globally. “When it’s shown as an average number of years in school and levels of achievement, the developing world is about 100 years behind developed countries. These poorer countries still have average levels of education in the 21st century that were achieved in many western countries by the early decades of the 20th century.”[27] Wikimedia’s commitment to free content seems particularly important in countries and among populations where dollars for education remain low and these unacceptable gaps persists.

Tech-enabled learning will become the norm

While the use of technology in education varies depending on the specific global, cultural and economic context, in the United States, the National Science Foundation (NSF) has prioritized funding of cyberlearning projects through its Cyberlearning and Emerging Technologies Project. NSF supports projects at the intersection of advances in technology and new understandings of how people learn. Through 2014, more than $90 million was granted for a host of dynamic projects targeting pre-K through graduate levels.[28] Among those being supported are projects that explore:

  • “Increased use of games and simulations to give students the experience of working together on a project without leaving their classrooms.
  • “New ways to connect physical and virtual interaction with learning technologies that bridge the tangible and the abstract.
  • “Interactive three-dimensional imaging software, such as zSpace, to create potentially transformational learning experiences.
  • “Augmented reality (AR) as a new way of investigating our context and history.”

These are just a few examples of many tech-enabled learning opportunities taking place around the world as learning with technology becomes a key component of literacy. Other examples are plentiful as technology is more and more prevalent in learning, with mobile devices providing learning opportunities to disadvantaged populations.[7] At the evolving intersections of new technologies, new populations, and new understandings of learning behaviors and outcomes, the Wikimedia movement again appears to have plentiful opportunities for new alliances and partnerships.

Questions for the Wikimedia movement

  • How will the definition of literacy continue to evolve over the next 15 years and how will we think about and measure whether someone is “literate”?
  • To what level of “literacy” should Wikimedia aim its content? How can it better reach individuals in countries with lower levels of literacy?
  • As education becomes increasingly tech-enabled and personalized, what additional strategies could the Wikimedia movement consider in order to expand the use of its content by educators and students?
  • How will the rise of other modalities of learning and generating knowledge (AI, immersive, 3D printing etc.) affect the usability of Wikimedia platforms within formal and nonformal education?

References

  1. Anche se molti dei link in questa pagina puntano a Wikipedia in inglese, la lingua originale di questo rapporto, pagine e linee guida simili esistono in molti altri siti Wikimedia. I traduttori sono invitati a sostituire i link originali con quelli equivalenti ad altre wiki Wikimedia.
  2. "How will external forces hinder or help the future of the Wikimedia movement? – Wikimedia Blog". Retrieved 2017-07-13. 
  3. a b c d e “Reading the Past, Writing the Future: Promoting Literacy Over Five Decades,” UNESCO, United Nations, 2016, [1]
  4. “The Plurality of Literacy and Its Implications for Policies and Programmes.” UNESCO, United Nations, 2004, [2]
  5. “Goal 4: Ensure inclusive and quality education for all and promote lifelong learning,” UN Sustainable Development, United Nations, accessed [3]
  6. [4]
  7. a b Special:MyLanguage/Strategy/Wikimedia movement/2017/Sources/Considering 2030: Future technology trends that will impact the Wikimedia movement (July 2017)#Emerging platforms and content types
  8. “UNESCO-Pearson Initiative for Literacy: Improved Livelihoods in a Digital World,” UNESCO, United Nations, 2017, [5]
  9. a b “Literacy for the 21st Century: An Overview & Orientation Guide To Media Literacy Education,” Center for Media Literacy, 2005, [6]
  10. “Digital Literacy Fundamentals,” Media Smarts, accessed September 1, 2017, [7]
  11. “The Intersection of Digital and Media Literacy,” Media Smarts, accessed September 1, 2017, [8]
  12. Special:MyLanguage/Strategy/Wikimedia movement/2017/Sources/Considering 2030: Misinformation, verification, and propaganda (July 2017)
  13. Wojdinski, Bartosz,and Nathaniel J. Evans. “Going Native: Effects of Disclosure Position and Language on the Recognition and Evaluation of Online Native Advertising,” Journal of Advertising 45, no. 2 (2015). Accessed online [9]
  14. “Blurring lines between opinion and news content explains some loss of trust in the media,” American Press Institute, May 24, 2017, [10]
  15. “Literacy for the 21st Century: An Overview & Orientation Guide To Media Literacy Education,” Center for Media Literacy, 2005, [11]
  16. a b “How Teens Do Research in the Digital World,” Pew Research Center, November 1, 2012 [12]
  17. “How Teachers Are Using Technology at Home and in Their Classrooms,” Pew Research Center, February 28, 2013, [13]
  18. “Alternative Facts and Fake News – Verifiability in the Information Society,” Library Policy and Advocacy Blog, International Federation of Library Associations and Institutions, January 27, 2017, [14]
  19. “Khan Academy is a 501(3)(c) nonprofit with the mission of providing a free, world-class education for anyone, anywhere,” Khan Academy press release, updated February 2017,  [15]
  20. “By The Numbers: MOOCS in 2016,” Class Central, December 25, 2016, [16]
  21. a b “Who’s Benefiting from MOOCs, and Why,” Harvard Business Review website, September 22, 2015, [17]
  22. “Personalized Learning: Helping Teachers Spark a Love of Learning in Every Student,” Bill & Melinda Gates Foundation, accessed July 26, 2017, [18]
  23. a b “Future Ready Learning: Reimagining the Role of Technology in Education,” Office of Educational Technology, US Department of Education, 2016, [19]
  24. “Open Educational Resources,” Wikipedia, accessed September 1, 2017, [20]
  25. “E-Learning Market Trends & Forecast 2014 - 2016 Report,” Docebo, 2014, [21]
  26. Special:MyLanguage/Strategy/Wikimedia movement/2017/Sources/Considering 2030: Demographic Shifts – How might Wikimedia extend its reach by 2030?
  27. Winthrop, Rebecca and Eileen McGivney, “Why wait 100 years? Bridging the gap in global education,” Brookings, June 10, 2015, [22]
  28. “CIRCL Portfolio Monitoring: 2015 Fast Facts,” Center for Innovative Research in Cyber Learning, accessed September 1, 2017, [23]